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Di padre in figlio ma
senza disdegnare le parentele trasversali. Docente il padre, associato il
primogenito, ricercatore il secondo e qualche volta c´è spazio persino per la
consorte. Si parla tanto di parentele illustri nelle Università italiane, ma
negli atenei romani cosa accade? Abbiamo tentato una prima radiografia. Nella
Capitale i posti in concorso sembrano essere elastici tanto da coprire sempre
il numero esatto dei rampolli d´oro, legittimi discendenti dei
"baroni", epiteto coniato negli anni ‘60 e mai andato in
disuso. La Sapienza,
che ha da poco compiuto 700 anni dalla fondazione, l´ateneo più grande
d´Europa, è una fucina di concentrazioni familiari in ristretti ambiti
pubblici di docenza. Tor Vergata, la seconda università, segue a ruota: chi
tra i designati non "entra" alla Sapienza farà qualche chilometro
per lavorare fuori città, viceversa da Tor Vergata arrivano nomi illustri che
la Minerva
tratta con i dovuti riguardi. Defilata ma non immune Roma Tre che nel suo
piccolo vanta nomi davvero prestigiosi.
Il nostro viaggio comincia dai rettori, vecchi e nuovi. L´ex rettore della
Sapienza Giuseppe D´Ascenzo, professore ordinario alla Facoltà di Scienze
Matematiche Fisiche e Naturali, ha un figlio, Fabrizio, che dal 3 gennaio
2005 è professore ordinario alla facoltà di Economia. Il nuovo rettore della
Sapienza, Renato Guarini, illustre professore ordinario alla Facoltà di
Scienze Statistiche, ha due figlie che lavorano a vario titolo nell´ateneo
del padre ma non ricoprono però nessuna cattedra: Maria Rosaria Guarini,
professore incaricato alla facoltà di Architettura B, a Valle Giulia, ha
insegnato dal 2002 al 2004, come recita il sito della Sapienza che pubblica
il suo curriculum e il suo insegnamento, Economia finanziaria degli
investimenti; Paola, un´altra figlia, lavora al Dipartimento di progettazione
architettonica, urbana, del paesaggio e degli interni presso la facoltà di
Architettura Ludovico Quaroni.
Ben più piazzati i figli del rettore di Tor Vergata: Alessandro Finazzi Agrò,
ordinario a Medicina e chirurgia, ha visto entrare suo figlio Enrico nella
stessa facoltà come ricercatore confermato, mentre l´altro figlio, Ettore, è
andato per la sua strada, ed è ordinario alla facoltà di Lettere e filosofia
della Sapienza.
Le dinastie si formano così, quasi per contagio familiare. Tutto regolare,
esami, prove, concorsi. Ma l´humus, l´ambiente, c´è da credere che in qualche
modo aiuti. Vedi il caso, eclatante, del pro rettore vicario della Sapienza,
Luigi Frati, professore ordinario nonché preside della facoltà di Medicina e
Chirurgia 1: lavora in compagnia di tutta la famiglia. È successo che figli,
moglie e generi, a suo tempo hanno scelto di studiare negli stessi corsi di
laurea in cui Frati senior ha tanto potere; la comune vocazione li portò poi
a intraprendere la carriera accademica; ed è stata certo soltanto per la loro
capacità, e non per altro, che siano riusciti a farlo con successo
all´interno proprio di quella facoltà, e a volte perfino nelle stesse
materie. Perciò la figlia Paola Frati è professore associato, laureata in
giurisprudenza ma assunta alla facoltà di Medicina e Chirurgia II; Luciana
Rita Angeletti in Frati, sua moglie, non laureata in medicina, insegna storia
della medicina, ed è quindi professore ordinario, alla Facoltà di Medicina e
Chirurgia 1, e inoltre cura il museo della medicina. La signora Frati ha
fatto una carriera strepitosa, visto che ora è ordinario di Medicina
sperimentale e patologia. Un buon inizio anche per un altro rampollo, Giacomo
Frati, ricercatore di Medicina al Campus Biomedico di Roma.
E così a seguire. Troviamo il decano della Sapienza che coordina il
meccanismo dell´elezione del rettore, il professore ordinario Cesare Bianca,
professore ordinario alla facoltà di Giurisprudenza, e troviamo sua figlia,
Mirzia Bianca, dal 3 gennaio 2005 professore straordinario alla Facoltà di
Scienze Statistiche, il cui preside fino a novembre scorso era l´attuale
rettore Renato Guarini. E se procediamo a casaccio, senza nessun intento
accusatorio, leggendo l´elenco dei docenti, saltando da una facoltà
all´altra, confrontando il sito del Miur (Ministero dell´istruzione,
dell´Università e della Ricerca) con quello della Sapienza è facile
accorgersi che i nomi ricorrenti sono la maggioranza. Come Silvio Messinetti,
professore ordinario a Medicina e Chirurgia, e sua figlia, Raffaella
Messinetti, professore straordinario a Scienze della Comunicazione. Qualcuno
è ora in pensione, come Renato Scognamiglio, prima professore ordinario a
Giurisprudenza: sua figlia Giuliana porta avanti il nome della famiglia come
professore ordinario a Scienze politiche e suo figlio Claudio è ordinario di
Giurisprudenza a Tor Vergata. Alcuni cognomi richiamano naturalmente
l´attenzione: balzano all´occhio l´illustre Pellegrino Capaldo, ex presidente
della Banca di Roma, ordinario alla facoltà di Economia, suo fratello Mario,
ordinario a Lettere, mentre sua figlia Giuseppina è professore associato non
confermato a Economia. E ancora: Filippo Maria Di Matteo, professore
associato non confermato a Medicina e Chirurgia, è figlio di Giorgio Di
Matteo, ordinario nella stessa facoltà, ora in pensione, famoso pro rettore
quando la Sapienza
era governata da Giorgio Tecce. Facendo un salto ideale dalla Sapienza a Tor
Vergata nel sito del Miur si trova Giorgio Federici, professore ordinario di
biochimica alla facoltà di Medicina e Chirurgia, e Massimo Federici, figlio,
professore associato di Medicina interna. Il preside della facoltà di
Medicina a Tor Vergata Renato Lauro trova suo figlio Davide a Endocrinologia
presso la stessa facoltà, è professore associato.
Ma se ci si inoltra ancora nel mare delle omonimie si rischia di perdersi:
solo per rimanere alle docenze importanti troviamo tredici Marini e sette
Ferri in tutte e tre le università. Di dinastie nella docenza, insomma, ce ne
sono tante. Impossibile elencarle per intero. Ma è un dato irrilevante, in
fondo è tutto regolare.
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